Barbacci parla di elezioni, retribuzioni, carriere e inverno demografico a Didacta Italia 2026
Quali proposte per colmare il divario esistente tra le retribuzioni di chi lavora nella scuola in Italia e quelle, ben più alte, percepite in altri Paesi europei? In che modo gestire i riflessi che potrebbe avere sul sistema scolastico l’inverno demografico che l’Italia sta attraversando?
Sono questi i temi su cui si è concentrato il confronto con le forze politiche promosso dalla CISL Scuola in occasione di Didacta Italia 2026. Presenti esponenti di partiti di maggioranza e di opposizione, particolarmente attenti alle problematiche dell’istruzione e della formazione. Coordinati da Eva Edili, giornalista e conduttrice radio televisiva, si sono alternati al microfono Valentina Aprea (Forza Italia), Irene Manzi (PD), Maria Pia Bucchioni (Azione) e Mario Pittoni (Lega). Assenti per sopravvenuti impedimenti Davide Faraone (Italia Viva) e Ella Bucalo (FDI).
Sul sito CISL Scuola, nella pagina dedicata a Didacta Italia 2026, è disponibile la registrazione integrale dell’incontro, concluso dalla segretaria generale CISL Scuola Ivana Barbacci. “Tra circa un anno – ha osservato – saremo in campagna elettorale, e come sempre sarà un tempo di promesse, sempre spese a piena mani anche nel passato, e quasi mai mantenute dai governi e dalle maggioranze che si sono alternate alla guida del Paese”. L’auspicio è che la scuola non sia solo oggetto di un’esasperata contesa politica, ma diventi se possibile terreno di incontro e di intese, come sarebbe necessario e opportuno per una realtà da assumere come un grande “bene comune”.
“Basta riforme dettate da smania di protagonismo – ha detto Ivana Barbacci – non ne ha bisogno la scuola, non ne ha bisogno il Paese. Ragionando di scuola occorre avere sguardo lungo, proiettato oltre la scadenza di governi e legislature: serve una visione unificante, in cui tutti si possano riconoscere, una scuola che rifletta l’identità del Paese e non di una parte soltanto”.
“Non penso che la questione salariale alla quale puntiamo a dare un’ulteriore risposta anche col rinnovo contrattuale appena avviato (il terzo in due anni) sia da considerarsi una rivendicazione corporativa”, ha voluto sottolineare con forza la segretaria generale CISL Scuola. “Valorizzare adeguatamente il lavoro di chi insegna, di chi si spende per il buon funzionamento della scuola, è anche un modo per rafforzarne e migliorarne la qualità, il che rappresenta un preciso interesse e un chiaro beneficio per gli utenti della scuola, alunne e alunni che ogni giorno condividono con noi la loro giornata scolastica”.
Riferendosi in modo più specifico a uno dei temi all’ordine del giorno nella discussione in atto sul prossimo rinnovo contrattuale, quello delle carriere dei docenti, Ivana Barbacci ha ribadito che l’esigenza di arricchire di ulteriori fattori di valorizzazione le carriere degli insegnanti è uno degli obiettivi della CISL Scuola, fermo restando che serve su questo un approccio ben diverso da quelli con cui la questione è stata spesso affrontata, da ultimo col decreto legge 36/2022. No a modelli divisivi, che prefigurano gerarchizzazioni della funzione docente.
“Pensiamo piuttosto a modalità che riconoscano lo svolgimento di particolari impegni o l’assunzione di ruoli che in sede collegiale siano individuati come utili e necessari per un’organizzazione ottimale del servizio e della didattica. E serve dare sistematicità a una formazione in servizio sempre più indispensabile per reggere la rapidità e la profondità delle trasformazioni in atto”.
In tale direzione, secondo la CISL Scuola, devono essere indirizzate le risorse legate alla valorizzazione professionale, ferma restando comunque l’esigenza di un significativo incremento delle risorse per l’istruzione, da considerare come investimento e non come semplice spesa.



