Nuova riunione del tavolo di confronto sulla riforma dell’istruzione tecnica. Si lavora per modifiche radicali grazie all’intesa dell’8 aprile scorso
Il tavolo di confronto sulla riforma dell’istruzione tecnica, frutto dell’intesa in sede conciliativa firmata l’8 aprile a seguito della mobilitazione promossa da CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal, GILDA Unams e ANIEF, prosegue nel suo percorso con l’intento di cambiarne radicalmente l’impostazione, scaturita dalle norme applicative del PNRR di cui la riforma è un obiettivo.
Come si ricorderà, l’attivazione del tavolo di confronto si accompagnava all’impegno dell’Amministrazione, già tradotto nei fatti, ad adottare misure volte a salvaguardare per l’anno scolastico 2026/27 le titolarità dei docenti e la continuità didattica per gli studenti coinvolti, nonostante il passaggio al nuovo ordinamento.
È il caso di precisare che il tavolo, nuovamente riunito ieri dopo il primo incontro del 6 maggio scorso, vede presenti le organizzazioni sindacali che hanno condiviso l’intesa dell’8 aprile al Ministero del Lavoro, con conseguente sospensione della mobilitazione proclamata. Non vi partecipano altre sigle, che pure nei loro comunicati – come nel caso della FLC Cgil – si attribuiscono senza alcuna plausibile ragione il merito di risultati resi possibili dall’azione delle altre organizzazioni sindacali.
La verità dei fatti è che gli impegni assunti nel verbale di conciliazione dell’aprile scorso si stanno concretizzando: su iniziativa del ministro sarà proposta nel primo “veicolo normativo” disponibile, una modifica dell’Allegato ter del D.L. 45/2025 preliminare alla modifica del decreto 29 sui quadri orari dei tecnici.
Raggiunto l’obiettivo di consolidare l’azzeramento della quota del curricolo a disposizione delle scuole, riattribuendo le ore alle discipline secondo il quadro previgente, ora resta da perfezionare l’intervento sulle ore del secondo biennio e del quinto anno.
La CISL Scuola, insieme alle altre organizzazioni partecipanti al tavolo di confronto, continua a premere perché le soluzioni adottate realizzino un cambiamento radicale della riforma, risolvendone tutte le criticità (azzeramento delle ore lasciate al curricolo, suddivisione delle scienze sperimentali nelle tre discipline originarie, ripristino dei precedenti insegnamenti, previsione di apposite classi di concorso atipiche per gli eventuali nuovi insegnamenti per tutelare le posizioni di sovrannumero, passaggio al nuovo ordinamento previa opportuna fase di transizione).
Il tavolo si riunirà nuovamente entro la fine del mese.



