Parere del CSPI sulle Indicazioni nazionali concernenti gli obiettivi specifici di apprendimento per i licei

Categorie: NewsPubblicato il: 03/08/202648,7 min lettura
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Nell’adunanza plenaria svoltasi martedì scorso, 14 luglio, in modalità telematica, il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso a maggioranza il proprio parere – che si sostanzia nelle osservazioni, nelle considerazioni e nelle proposte elaborate – riguardo allo schema di decreto del Presidente della Repubblica avente a oggetto il “Regolamento recante Indicazioni nazionali concernenti gli obiettivi specifici di apprendimento per i licei”.

Il CSPI, dopo il consueto excursus riservato alle considerazioni generali sul provvedimento in esame, evidenzia che:

  • il nuovo Regolamento rivede e sostituisce le Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento concernenti le attività e gli insegnamenti compresi nei piani degli studi previsti per i percorsi liceali (ex DM 211/2010);
  • il testo sottoposto al parere del CSPI è stato oggetto di una consultazione pubblica, condotta dalla Commissione tecnica incaricata della revisione delle vigenti Indicazioni nazionali, con audizioni di diversi corpi intermedi a vario titolo interessati dall’azione di revisione e con la raccolta strutturata di dati tramite un questionario rivolto direttamente alle istituzioni scolastiche liceali, statali e paritarie … “Un’interlocuzione più approfondita con le scuole alla luce della quotidiana esperienza di progettualità e azione educativo-didattica avrebbe potuto far emergere una maggiore sostenibilità degli obiettivi di apprendimento proposti, evidenziando ulteriormente i bisogni formativi delle nuove generazioni“;
  • nel testo del provvedimento si rileva una visione “ideale” degli adolescenti, in cui non sempre emergono le fragilità, le disuguaglianze, le difficoltà né è approfondito il tema dell’equità. Anche il concetto di ‘merito’, inteso come valorizzazione dei talenti personali, deve essere sviluppato in funzione di una maggiore equità delle opportunità;
  • il processo educativo di insegnamento-apprendimento deve essere maggiormente connotato come processo attivo in cui il sapere nasce attraverso l’interazione, il confronto e la collaborazione con gli altri, trasformando l’esperienza comune in conoscenza personale;
  • l’intelligenza artificiale, da considerarsi non esclusivamente una tecnologia a supporto della didattica, ma un fenomeno destinato a incidere profondamente sui processi di apprendimento, sulle modalità di costruzione della conoscenza e sulle forme della comunicazione, deve essere trattata sia come oggetto di studio critico sia come opportunità metodologica;
  • devono essere richiesti interventi strategici e operativi volti a supportare le istituzioni scolastiche nel superamento delle criticità e alla costruzione di una progettazione curricolare più coerente, efficace e aderente alle necessità formative del contesto attuale.

Rispetto alla sostenibilità dell’impianto complessivo il CSPI ritiene necessario:

  • ripristinare una sezione propriamente identificabile dedicata al Profilo dello studente, oggi assorbita nella sezione “Obiettivi generali del processo formativo”, così da rendere più visibile la sua funzione di riferimento sovraordinato rispetto agli obiettivi stessi e da chiarire in modo univoco il suo rapporto con il PECuP;
  • verificare la coerenza tra le diverse classificazioni di conoscenze/abilità/competenze utilizzate nelle diverse sezioni del testo;
  • dedicare un apposito paragrafo volto a definire in modo inequivocabile i confini e le relazioni tra obiettivi specifici, conoscenze, abilità e competenze;
  • prevedere adeguate misure di accompagnamento, riconoscendo e valorizzando le competenze e la professionalità dei docenti, anche a livello collegiale.

Il CSPI, nello specifico, esprime molteplici considerazioni riferite ad alcuni paragrafi delle sezioni “Premessa culturale generale”, “Obiettivi generali del processo formativo” e “L’organizzazione del curricolo di scuola”.

La scuola dell’adolescenza – Sarebbe opportuno inserire riferimenti in merito al passaggio dalla preadolescenza all’adolescenza, con la necessaria attenzione alla continuità didattica (dal primo al secondo ciclo) nel percorso di crescita degli studenti. Il Liceo è il luogo in cui l’adolescente è accompagnato nella costruzione della propria identità e del proprio pensiero critico. Tale percorso deve tuttavia misurarsi con realtà eterogenee, tenendo conto delle fragilità emotive, delle diverse provenienze socio-culturali, della presenza di studenti con bisogni educativi speciali e delle sfide legate alla motivazione.  Si suggerisce di sostituire il termine “consenso” (riferito al voler apprendere) con “scelta”, più coerente con i concetti di libertà educativa e motivazione.

Scuola del merito e rapporto libertà-norma – Data la sensibilità pubblica del termine, si chiede di esplicitare ulteriormente, già nella Premessa, la distinzione tra ‘merito’ come valorizzazione personalizzata dei talenti e ‘merito’ come graduatoria comparativa tra studenti, per prevenire interpretazioni divergenti in sede applicativa. Il CSPI ritiene necessario, dunque, bilanciare il concetto di merito con quello di equità, per evitare che sia interpretato in modo competitivo o selettivo.

Scuola che educa all’empatia, alle relazioni e al rispetto – Il testo affronta con equilibrio temi delicati (contrasto alla violenza di genere, educazione al rispetto, riferimenti alla riproduzione e alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili). Il Liceo educa all’empatia e al rispetto della dignità della persona, in un’ottica di contrasto a ogni forma di violenza e discriminazione, ma anche al rispetto delle regole, in un’ottica di cittadinanza attiva. Questa responsabilità, tuttavia, non deve configurarsi come supplenza dell’istituzione scolastica rispetto ad altre agenzie educative, ma si fonda su un’alleanza educativa solida e su una corresponsabilità strutturale con la famiglia e i genitori. Il CSPI chiede, inoltre, di integrare il paragrafo con un riconoscimento specifico al contrasto alla violenza contro le donne, come previsto dall’art. 14 della Convenzione del Consiglio d’Europa.

L’intelligenza artificiale e la sfida dell’umano – Il paragrafo è tra i più elaborati del testo e propone un equilibrio tra opportunità e rischi legati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, con costante salvaguardia del ruolo del docente, quale mediatore culturale e guida del processo educativo, affinché l’utilizzo degli strumenti digitali non si traduca in una delega delle funzioni cognitive. L’educazione all’intelligenza artificiale, assumendo una dimensione trasversale, coinvolge tutte le discipline nel rispetto delle rispettive specificità epistemologiche e metodologiche. Per rendere effettiva questa prospettiva è tuttavia indispensabile: 1) esplicitare con maggiore chiarezza le competenze interdisciplinari attese e le modalità attraverso cui esse possano essere sviluppate e progressivamente consolidate nei diversi percorsi liceali; 2) valutare se non sia preferibile mantenere in Premessa la trattazione di principio, lasciando alle singole discipline solo le specificazioni che ne declinano l’uso sui contenuti e metodi propri di ciascun ambito.

Finalità formative e culturali del sistema dei Licei – Il CSPI segnala una sovrapposizione terminologica tra la tripartizione ‘conoscenze dirette/abilità/conoscenze proposizionali’ e le definizioni consolidate nel quadro europeo “conoscenze-abilità-competenze” richiamato nella sezione ‘Obiettivi generali del processo formativo’: si suggerisce di chiarire il rapporto tra le due classificazioni, per evitare letture disomogenee da parte delle scuole in fase di programmazione.

L’internazionalizzazione come costruzione di sé e comprensione del mondo – Il CSPI ritiene necessario: 1) completare il quadro con un richiamo, pur sintetico, agli strumenti che sostengono concretamente la mobilità e gli scambi (Erasmus+, reti internazionali di scuole, finanziamenti europei), non menzionati nel testo; 2) inserire il riferimento all’internazionalizzazione nella progettazione d’istituto, valorizzando nel curricolo di scuola anche gli aspetti afferenti all’educazione civica.

La formazione scuola-lavoro nel curricolo dei Licei – Il CSPI esplicita che la formazione scuola-lavoro non deve essere ridotta ad una mera somma di singole esperienze occasionali, non strutturate, ma deve caratterizzarsi per un altissimo profilo culturale, coerente anche con le trasformazioni in corso nei settori produttivi e nel mondo delle professioni. Il CSPI chiede, inoltre, di evidenziare la necessità che tali percorsi siano coerenti con il percorso di studi, il PECuP in uscita dei singoli indirizzi di studio e il Piano Triennale dell’Offerta Formativa.

Obiettivi generali del processo formativo – Il CSPI evidenzia che la scelta di non dedicare al “profilo dello studente” una sezione propriamente identificabile rischia di attenuarne la visibilità architettonica all’interno del documento, posto che il “profilo” stesso resta comunque il riferimento sovraordinato rispetto agli obiettivi generali. Il CSPI, per una piena sostenibilità dell’impianto complessivo, ritiene necessario, pertanto, ripristinare una sezione propriamente identificabile, chiarendo, al contempo, in modo univoco, il suo rapporto con il PECuP previgente.

L’organizzazione del curricolo di scuola – Il CSPI evidenzia l’importanza del passaggio “nel rispetto dell’autonomia e della specificità delle istituzioni scolastiche, la scuola secondaria di secondo grado è chiamata a dare continuità e sviluppo al curricolo verticale”, ma con un accento alla valorizzazione delle conoscenze disciplinari come base essenziale per la costruzione delle competenze chiave di cittadinanza e del profilo educativo, culturale e professionale dello studente. Non bisogna correre il rischio, però, che le discipline siano intese come contenitori di nozioni; esse devono essere considerate come solidi strumenti culturali e metodologici, “alfabeti complessi” che gli studenti padroneggiano per interpretare criticamente la realtà, esercitare la capacità di problem solving, sviluppare il pensiero astratto e dare senso alla complessità del mondo contemporaneo.

La valutazione nei licei: fra valorizzazione, merito e orientamento – Il CSPI suggerisce di chiarire alcuni passaggi tenendo in considerazione la collegialità, la libertà di insegnamento e l’autonomia delle scelte didattiche del docente.

Gli ordinamenti e le sperimentazioni ex art. 11, dPR 275/99 – Le Indicazioni nazionali riguardano i percorsi liceali ad ordinamento vigente. Negli anni, sono state autorizzate diverse sperimentazioni correlate a tali percorsi, alcune delle quali sono particolarmente diffuse e possono ormai vantare una pluriennale esperienza, valga quale esempio il  Liceo Classico Europeo. Considerato che dette sperimentazioni non sono citate nel testo delle Indicazioni, il CSPI chiede che siano menzionate al fine di dare loro una giusta collocazione e valorizzazione.

Indicazioni nazionali relative alle diverse discipline – Il CSPI suggerisce di alleggerire l’architettura interna delle discipline, affinché le Indicazioni possano essere un utile e agile strumento di lavoro per i docenti e le istituzioni scolastiche. In ottica di verticalizzazione, sarebbe utile per il CSPI, così come previsto per le Indicazioni per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione, separare e chiarire per ciascuna disciplina competenze, obiettivi di apprendimento e conoscenze, dedicando soprattutto agli obiettivi uno spazio adeguato e in continuità con il primo ciclo, con l’individuazione dei nuclei tematici irrinunciabili per il successo formativo degli studenti. Si ritiene opportuno, inoltre, che si separino obiettivi e conoscenze, cosa che non si evince nelle indicazioni relative ad alcune discipline.

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