L’efficacia della previdenza integrativa nel settore scuola secondo il XXV Rapporto INPS. Un vantaggio di 6.400 euro, destinato a crescere in prospettiva

Categorie: News, Previdenza e quiescenzaPubblicato il: 13/07/20266,8 min lettura
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Sono stati molto buoni i risultati conseguiti da chi, tra il personale scolastico, ha optato per la previdenza integrativa: lo attesta il XXV Rapporto annuale dell’INPS, presentato lo scorso 9 luglio alla Sala della Regina presso la Camera dei Deputati dal Presidente dell’Istituto di previdenza.

Come si può leggere nell’interessante articolo di Daniele Di Frangia dedicato all’argomento sulla rivista “La Tecnica della scuola”, sulla base di un’indagine che ha preso in esame oltre 83.000 persone cessate dal servizio tra il 2016 e il 2024, il Rapporto evidenzia come vi sia stato un consistente vantaggio economico a favore di chi, tra queste, aveva optato per l’adesione al Fondo Espero, vantaggio che si stima essere di circa 6.400 euro. Un valore che può essere più elevato se si considera, oltre alla quota di trattamento gestita direttamente da INPS, anche la quota gestita direttamente dal Fondo Pensione.

C’è anche un altro aspetto di cui tenere conto, ossia che i casi censiti sono tutti di lavoratrici e lavoratori la cui adesione al Fondo, per evidenti ragioni anagrafiche legate anche alla costituzione relativamente recente del Fondo, è avvenuta in un’età (mediamente 53 anni) che limita oggettivamente la durata del periodo di attivazione della previdenza complementare. Un periodo più lungo di adesione al Fondo, come accade ovviamente per opzioni fatte nella fase iniziale della carriera, dovrebbe produrre effetti sensibilmente più consistenti.

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