“Professione DS” è il tema centrale del primo numero del 2026 della rivista trimestrale Scuola e formazione web
Il primo numero di Scuola e formazione web del 2026 è online da oggi, giovedì 26 marzo e pone al centro dell’attenzione la professione del dirigente scolastico, da anni alla ricerca di un giusto equilibrio tra le invadenze burocratiche e un ruolo di efficace leadership educativa. Tutto ciò assume ancor più rilevanza e attualità con la riapertura del tavolo di trattativa per il rinnovo del CCNL 2022/24, dopo la sottoscrizione di quello di comparto.
Una forte sottolineatura della leadership educativa come tratto essenziale del profilo del dirigente è riproposta nell’editoriale di Ivana Barbacci, segretaria generale CISL Scuola, che mette anche in luce la specificità della dirigenza scolastica nel contesto della PA, non adeguatamente riconosciuta nonostante la complessità che denota la gestione organizzativa e amministrativa delle istituzioni scolastiche autonome.
I contributi sul tema, raccolti nella rubrica NE PARLANO, si aprono con l’intervento in cui Anna Armone esalta l’unicità della dirigenza scolastica, chiamata a compiti che vanno ben oltre la mera redazione di atti amministrativi, laddove è richiesto di esercitare l’arte dell’indirizzo e del coordinamento. Laura Biancato denuncia i rischi di deriva burocratica nell’interpretazione di un ruolo che richiede invece soprattutto dosi elevate di competenza nella gestione delle relazioni. Per Max Bruschi, si rivelano fondamentali l’ottimizzazione dei processi amministrativi e il raggiungimento di una valutazione sostenibile. Giuseppe Cosentino propone una ricostruzione storico-legislativa sulla nascita della dirigenza scolastica, nell’ultima decade negli anni Novanta; un percorso che si intreccia con l’avvento dell’autonomia scolastica e che vede il passaggio da un ruolo di mero adempimento – come terminale di una “piramide” amministrativa – a quello di dirigente con autonomia di progettazione e responsabilità di risultato.
Sull’idea di una leadership partecipata, in grado di coinvolgere e valorizzare le professionalità interne per una gestione condivisa ed efficace, si sofferma nel suo contributo Maria Teresa Stancarone.
È l’avvocata Fabrizia De Cuia ad aprire la rubrica APPROFONDIAMO con un articolo incentrato sull’obbligo di garantire sorveglianza, protezione e vigilanza sull’incolumità degli alunni.
La legge 114/25 sostituisce il principio di maggiore rappresentatività con quello di maggiore applicazione dei CCNL; nella scuola pubblica non statale, constata Elio Formosa, ciò ha indotto a evidenti storture e a retribuzioni insostenibili.
La gestione dei fondi PNRR, rileva nel suo pezzo Raffaele Vitale, costituisce impegno recente ma ampiamente invadente per i DS e ha ulteriormente “curvato” la loro attività verso compiti distanti dal contesto organizzativo-didattico.
Per la rubrica STRUMENTI DI LAVORO il contributo di Attilio Varengo sottolinea come la sottoscrizione del CCNL di Comparto per il triennio 2022-2024 sia risultata un passaggio decisivo per apire la strada al rinnovo del successivo triennio, 2025-2027, un rinnovo che per la prima volta da tempo immemorabile potrà concludersi nel corso della vigenza del contratto.
L’intervento di Giambattista Rosato affronta la riforma della normativa sui flussi di bilancio che, se trasmessi in modo regolare e tempestivo, sono il presupposto di legittimità e buon funzionamento di ogni istituzione scolastica.
La GENTE DI SCUOLA si trova spesso ad affrontare la violenza dentro e fuori dall’aula: Lorenzo Gobbi, nel suo pezzo, invita i docenti a esercitare, come antidoti, la relazione, l’attenzione, l’ascolto e il rispetto. Con riferimento alla propria esperienza, la forza dei DS per Maria Prodi nasce dal saper creare ambienti di lavoro dove ciascuno possa esprimere la propria personalità.
GIOVANI SCIENZIATE CRESCONO, senza temere l’IA: che bisogna imparare ad usare, sostiene Serena Aprano, anche per fugare timori ingiustificati.
Lo sviluppo del TEMA LIBERO contempla, in questo numero della rivista, la presentazione del “Progetto Treno della Memoria” da parte di Christel Antonazzo, che nel 2025/26 ha coinvolto 5000 studenti/esse nella visita di Auschwitz, promuovendo una cittadinanza attiva e vigile. Il viaggio ad Auschwitz, nel gennaio scorso, di un folto gruppo di dirigenti CISL Scuola dà lo spunto a Erica Cassetta per una riflessione sul “male radicale”, riflessione che, per il personale della scuola, dovrebbe essere imprescindibile.
Il percorso per risolvere e superare le tante crisi che affliggono il mondo contemporaneo (“policrisi”, le definisce l’autore) parte, a detta di Sandro Calvani, da un’educazione “protopica”, in cui la scuola si fa luogo di trasformazione positiva, con capacità di innovazione e collaborazione.
Quattro sono i suggerimenti proposti nella rubrica ARTE CINEMA LIBRI MUSICA. Vincenzo Alessandro analizza acutamente la crisi della democrazia attraverso la lente di ingrandimento fornita da tre testi stimolanti: il Rapporto ‘26 di OXFAM, e due libri: Libercomunismo e Rifeudalizzazione.
Tornando ancora alle persecuzioni ebraiche, Erica Cassetta recensisce il Diario di Dawid Rubinowicz, adolescente polacco morto nel campo di sterminio di Treblinka II, scritto tra il 1940 e il 1942. Annamaria Iantaffi presenta invece una rassegna non sistematica di artisti figurativi che hanno rappresentato variamente l’orrore dell’Olocausto: Wilhelm Brasse; David Olère, Felix Nussbaum, Charlotte Salomon, Aldo Carpi e Art Spigelman.
A 150 anni dalla nascita del compositore spagnolo Manuel De Falla, Francesco Ottonello lo ricorda nell’analisi di composizioni passate alla storia, come El sombrero de tres picos.
SeF web crede che la disaffezione per il progetto unitario renda l’EUROPA un argomento di grande importanza, decisivo per le sorti di ogni singolo Paese che ne fa parte. Da questo numero, sarà questo l’oggetto della rubrica GRANDE TEMA, aperta agli storici che, fornendo elementi di contesto, aiuteranno a decifrare la complessità del presente. Il contributo di Paolo Acanfora è volto alla ricostruzione delle tappe del processo di integrazione europea a partire dal 1951, anno di creazione della CECA. Andrea Argenio sviluppa il tema della difesa comune e del pacifismo in Europa e nel nostro Paese, mentre Davide Grippa mette a confronto la perdita di centralità europea con le politiche scolastiche, attraverso la lettura delle Indicazioni Nazionali del 2012 e del 2025.
Chiude il numero la vignetta di Ulderico Sbarra che rappresenta l’autunno dell’Europa come un albero da cui cadono foglie.
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