Sulla corrispondenza diretta del Ministro con le famiglie le osservazioni della CISL Scuola in una lettera e in un “corsivo” di Dirigenti News

Categorie: Dirigenti Scolastici, NewsPubblicato il: 30/04/202628,2 min lettura
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Nei giorni scorsi la CISL Scuola, insieme ad ANP, ha inviato al Ministro Valditara una nota contenente una serie di considerazioni in merito al recapito di comunicazioni alle famiglie degli alunni, da parte dello stesso Ministro, utilizzando le funzionalità del registro elettronico. Sottolineando come dell’adozione e della gestione del registro elettronico siano responsabili, in base alla norma istitutiva, “le istituzioni scolastiche e i docenti”, nella nota si pone in modo particolare l’accento sulle criticità che si manifestano quando, come avvenuto, l’invio di messaggi avviene senza preventiva informazione dei dirigenti scolastici; da qui la richiesta che “la funzione di comunicazione alle famiglie sia sempre preceduta, con almeno 48 ore di anticipo, da una specifica nota illustrativa destinata ai dirigenti scolastici e che le ipotesi di ampliamento del servizio siano sempre proposte con tempistiche coerenti con l’aggiornamento del PTOF“. La nota inviata al Ministro è disponibile in allegato.

Alla questione è dedicato anche il corsivo di Dirigenti News, la newsletter che la CISL Scuola invia settimanalmente ai propri iscritti, nel numero recapitato oggi, 30 aprile. Chi fosse interessato a ricevere Dirigenti News, può farne richiesta compilando il modulo di registrazione con i propri dati.

Ministro-famiglie, dirigenti esclusi?
Come si era già verificato in altre occasioni, il Ministro Valditara lo scorso 16 aprile ha inviato una comunicazione rivolta alle famiglie degli studenti, recapitandola tramite le funzionalità del Registro Elettronico. Nulla da eccepire sul contenuto della comunicazione, trattandosi dell’avvio di un piano di formazione del personale scolastico per promuovere «l’educazione al rispetto, alle relazioni, all’empatia e alla parità». Non occorre ribadire l’importanza di un’adeguata riflessione della comunità scolastica su temi di tale natura, la cui urgenza ci viene sottolineata sempre più spesso dalla cronaca, purtroppo.

Bene anche che le famiglie siano rese edotte e consapevoli delle iniziative che la Scuola attua in questo campo, affinché esse stesse siano sollecitate a una partecipazione attiva, senza la quale l’azione della Scuola finisce per essere fatalmente depotenziata.

Le modalità comunicative prescelte, invece, ci sollecitano a muovere qualche rilievo. Il primo tra questi è certamente costituito dal fatto che una comunicazione diretta Ministro-famiglie determina un effetto “spiazzamento” sulla prima linea, cioè di quel personale scolastico che è il diretto destinatario dell’azione formativa, le cui ricadute sono poi destinate – auspicabilmente – a produrre effetti nei comportamenti quotidiani degli studenti (e magari anche di qualche famiglia).
Proprio la rapidità delle comunicazioni, resa possibile dalle nuove tecnologie, produce, difatti, una richiesta altrettanto rapida di chiarimenti e ulteriori informazioni, a fronte dei quali la spaesata ammissione di non consapevolezza da parte dei dirigenti scolastici certo non giova all’immagine di una pubblica amministrazione efficace, vigile e “sul pezzo”, come si usa dire con metafora di stampo produttivistico.

Lo hanno rilevato nei giorni scorsi CISL Scuola e ANP, i cui massimi responsabili hanno inviato una lettera al ministro nella quale, oltre a evidenziare il possibile disagio conseguente a comunicazioni intercorse “a loro insaputa” tra lo stesso ministro e le famiglie, hanno chiesto che, in analoghe future occasioni, i dirigenti scolastici siano preavvertiti con ragionevole anticipo (almeno 48 ore) circa le indicazioni e le disposizioni in via di emanazione. 

A giovarsene sarebbe l’immagine complessiva della Scuola, non solo e non tanto quella dei dirigenti, ma dello stesso Ministero e del suo responsabile politico, che sarebbero percepiti come il vertice di una struttura funzionale, moderna e attenta, e non di una compagine burocratica disallineata, in cui capo e coda vivono nella reciproca indifferenza. 

Se ci è consentita una divagazione aneddotica, erano proprio il disallineamento e la reciproca mancanza di comprensione a provocare la disincantata reazione dei governatori dell’America spagnola di fronte ad alcuni ordini provenienti dalla lontana madrepatria europea, con i lunghi tempi propri dei trasporti dell’epoca. Nelle condizioni date, i governatori per conto della monarchia iberica conformavano la propria condotta al motto: «Obedezco pero no cumplo». Come a dire: “obbedisco, cioè riconosco l’autorità, ma non eseguo”, perché l’ordine era ineseguibile, o tardivo, o non adatto alle condizioni di fatto. Per dire…

Al di là delle riflessioni operative, tuttavia, ci pare che esista anche un’altra tentazione alla quale vorremmo che il Ministro si sottraesse. Una tentazione ricorrente nella politica italiana, da qualche anno a questa parte, che attraversa obliquamente, vorremmo dire indifferentemente, destra e sinistra, ossia la tentazione della disintermediazione, del contatto diretto governanti-governati.

Fin qui, ne avevamo visto le manifestazioni essenzialmente nel rapporto tra politica e sindacato, causa la ricorrente pulsione della prima a scavalcare i riottosi corpi intermedi, a favore di una interlocuzione priva di mediazione. Non l’abbiamo mai condivisa per ragioni fin troppe volte richiamate, ma se ne poteva individuare la logica. Nel caso del rapporto con i sindacati, difatti, si trattava pur sempre di attori esterni al governo e alle procedure che ne stabiliscono la legittimazione.

Francamente, però, nella nostra democrazia repubblicana non ne avevamo ancora visto l’applicazione all’interno della stessa struttura dello Stato, di cui fanno parte anche le scuole, la cui autonomia funzionale, costituzionalmente riconosciuta, non fa di esse un contropotere rispetto al Ministero.

La disintermediazione interna alla stessa amministrazione, in qualunque modo sia intesa dai titolari di pubbliche funzioni, è una pratica nociva, che delegittima chi sul territorio svolge la delicata funzione di dare attuazione alle politiche statali. Tanto più in tempi di social media, che rendono possibile al Ministro, al governo, all’opposizione e a chiunque lo voglia di esperire modalità comunicative aggiuntive rispetto a quelle tradizionali e istituzionali. 

Insomma, una volta utilizzati i canali formalmente deputati a dare espressione alla volontà dell’Esecutivo, al Ministro non mancano certo i mezzi per le proprie esternazioni.

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